Il Museo Archeologico di Ripatransone

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Nel punto più alto di Ripatransone si trova il Palazzo Comunale al cui piano terreno è collocato il Museo Civico Archeologico, dedicato a Don Cesare Cellini, che lo fondò nel 1877 a partire dalla sua collezione privata. La passione del canonico Cellini trovò vantaggio anche negli scambi attivati con molti altri musei e collezionisti italiani, in particolare il Pigorini di Roma. Fecero poi seguito donazioni di altre famiglie benestanti locali spinti dal desiderio di civica virtù ambito dalla neonata nazione italiana e più che mai rappresentato dalla costituzione del Museo Civico.Discobolo nel Museo Archeologico di Ripatransone
Qui sono custoditi circa quattromila reperti di cui cinquecento in esposizione. Si va dalla preistoria, attraverso l’età romana, fino al medioevo, per testimoniare l’antica presenza umana e la storia di queste colline. Il materiale raccolto proviene infatti da scavi sistematici e rinvenimenti occasionali nei territori di Ripatransone, Grottammare, Cupra Marittima, Offida e altri comuni vicini.
Le sale tracciano un percorso cronologico a partire dalle selci lavorate d’età paleolitica e neolitica. Si prosegue poi attraverso l’età del bronzo e del ferro. Età quest’ultima in cui si affermò la civiltà picena, nata da una tribù che nella sua migrazione seguì il volo di un picchio (picus in latino) da cui prese il nome, insediandosi nel nostro territorio.
Da questa civiltà ci sono arrivate monete, terracotte, lampade, sculture ed iscrizioni in una lingua ancora in parte misteriosa. Nelle loro tombe sono state rinvenuti gioielli e armi ma soprattutto i grandi anelli di ferro chiamati armille, che sono divenuti il simbolo di questo popolo, benché ancora non se ne conosca l’uso.
I reperti di epoca romana sono legati all’ager cuprensis, di cui Ripatransone faceva amministrativamente parte, e costituiti da epigrafi latine, frammenti di statue, oggetti della vita quotidiana. In tale sezione meritano l’attenzione un busto di Venere e uno di discobolo. Il carattere religioso e sentimentale dei nostri antenati ci viene ricordato da piccole sculture di origine egiziana arrivate via mare e legate a culti orientali, da una rara urna cineraria monumentale e altri arredi funerari che presentano immagini di particolare tenerezza.
La sezione medievale, allestita da poco, raccoglie soprattutto sculture provenienti da antiche chiese di Ripatransone, come il fonte battesimale con grifoni, mentre suscita curiosità una tavoletta con tre goffe e sproporzionate figure, che potrebbe rappresentare un ex-voto.

Museo-archeologico-Ripatransone

Dove: Palazzo Comunale di Ripatransone, Piazza XX Settembre, 12
Orari: estivo (15/06 – 30/08): tutti i giorni 16.00-20.00; domenica 10.00-13.00 – 16.00-20.00
invernale: tutti i giorni tranne il Lunedì – 10.30-12.30 – 16.30-19.30
Prezzi: intero: 2,5 €; ridotto: 1,5€; possibilità di acquistare al costo di 10€ il biglietto Musei Piceni che consente l’accesso ai 4 poli museali di Offida, Ripatransone, Montefiore dell’Aso, Monterubbiano.
Informazioni e prenotazioni: tel. 0735 99329

Il Museo Pericle Fazzini a Grottammare

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Nei locali del Torrione del Paese alto di Grottammare, scavati nella montagna e prospicienti il mare si trova un Museo dedicato a Pericle Fazzini, artista che ha sempre conservato e restituito il legame con il paesaggio della sua terra natale, tra collina e mare. L’opera dello scultore viene qui esposta ribadendo questo stabile sodalizio col paesaggio ed è così restituita ai luoghi che tanto ha amato.
Pericle FazziniNato a Grottammare nel 1913, Pericle Fazzini iniziò a scolpire giovanissimo nella falegnameria di famiglia. Nel 1930 si trasferì a Roma, dove frequentò i corsi della Scuola libera del nudo. Trascorsi gli anni della guerra in Dalmazia, col rientro a Roma diede inizio a un nuovo periodo creativo che culminerà con la realizzazione della Resurrezione, cui dedicò ben 7 anni della sua vita. Iniziata nel 1970 l’opera venne esposta nella Sala Nervi nel ’77, consacrando a livello internazionale il suo autore che morirà nella capitale dieci anni dopo.
Già nel 1997 veniva costituita all’interno della Biblioteca Comunale di Grottammare una piccola raccolta di opere, per lo più disegni e litografie, dedicata allo scultore, con lo scopo di creare nella sua città natale un luogo che ne perpetuasse la memoria e ne custodisse e divulgasse l’arte. Nel 2004 l’Amministrazione comunale ha voluto dedicare a questo suo artista uno spazio museale che raccogliesse in esposizione permanente la collezione acquisita dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno e concessa al Comune in comodato perpetuo. A tal fine si è ha provveduto alla creazione di una sede ad hoc, recuperando la splendida struttura del Torrione della Battaglia, fortificazione del XVI secolo facente parte della cinta muraria del Castello di Grottammare.
Tra le opere da segnalare svariate sculture in bronzo e oro, disegni, litografie, incisioni, pastelli di soggetto naturalistico (marine, volo di gabbiani, sassi e vegetazione), due ritratti di Giuseppe Ungaretti e il basco appartenuto al grande poeta, soggetti sacri in argento, bassorilievi in bronzo come “Il solco”. Una parte consistente delle opere, circa 140 pezzi, provengono dalla collezione di Lisa Schneider, modella dell’artista. L’eccezionalità di questa sezione sta nel fatto che si tratta di esemplari unici donati dall’artista alla propria modella, esprimendo in questo un insolito carattere “privato”. Vi sono poi diversi disegni documentanti le fasi preparatorie della Resurrezione e un bozzetto in argento sempre della medesima. Una curiosità è il sedile in polistirolo realizzato dallo stesso artista per consentire a Papa Paolo VI, durante le fasi di lavorazione, di accomodarsi e osservare con calma la nascita della grande scultura per la Sala delle Udienze.
Dello “scultore del vento”, come lo ha definito l’amico Ungaretti, nel tracciato urbano della Grottammare costiera è possibile osservare due opere: il bozzetto per il “monumento a Kennedy”, esposto in piazza Fazzini, e “Il ragazzo con i gabbiani”, all’inizio della pista ciclabile nord.

Dove: Paese alto di Grottammare, Via Porta Marina
Orari di apertura: agosto tutti giorni (lunedì chiuso) ore 21.30 – 23.30; dal 1° al 15 settembre sabato e domenica (ore 16 -19); dicembre sabato e domenica (ore 16 – 19). Nei periodi di chiusura visite su prenotazione (dal lunedì al venerdì ore 9 – 13, martedì e giovedì anche ore 16 – 18). Ingresso gratuito
Informazioni e prenotazioni: 0735/735288. Nei giorni di chiusura rivolgersi all’Ufficio Cultura e Turismo Comune di Grottammare – tel 0735.739240