«E l’acqua blu mi spettina i diti…», il "Sogno" sambenedettese di Andrea Pazienza

Andrea Pazienza è nato a San Menaio (FG) ed è praticamente pugliese, pur vivendo tra Bologna e New York. Alto 1,86 cm, ha frequentato il liceo artistico di Pescara, rivelandosi presto un enfant prodige. Colto e brillante, pratica molti sport, nessuno escluso. Come tutti gli artisti del gemelli è del segno dei gemelli con ascendente sagittario. Freddo e calcolatore, ha fatto mostre a Pescara, San Benedetto del Tronto, Ascoli Piceno ed altre località della riviera adriatica. Dopo la pittura si è dedicato al fumetto mietendo successi e grano. Come ama ripetere nulla gli è impossibile, solo che non ha molta voglia. Il suo hobby è andare in bicicletta, anche perché non ha la macchina e gli hanno fregato il vespino. Ha collaborato ad Alter, e al Male. È stato tra i fondatori della rivista Cannibale ed attualmente è redattore del mensile Frigidaire. Essendo così giovane, 24 anni, la sua carriera può definirsi senz’altro folgorante. […] Alto e bello, disegna velocissimo, grazie ai raggi laser che spara dagli occhi. Non è mai stato eletto Presidente della Repubblica. Peccato.

24 anni Andrea Pazienza, in arte Paz, li aveva nel 1980. La citazione che vi abbiamo riportato qui sopra è sua, e ne riassume sia la biografia che la cruda ironia con cui il grande fumettista italiano disegnava e parlava di sé.
All’epoca la fantasia di Pazienza aveva già partorito Zanardi e Pentothal, primi celebri personaggi di quel suo immaginario a fumetti nel quale cominciavano a confluire  il destino, le astrazioni, la follia, la genialità, la miseria e la disperazione di una generazione, come intuì da subito l’amico e scrittore Pier Vittorio Tondelli.
Due anni dopo, nel 1982, Andrea mette nero su bianco (un) “Sogno“. È legato alla sua città natale, San Benedetto del Tronto, che vista da un pattino in mare aperto sembra “una repubblica di palme e birilli”. Sono le 9 di mattina e il moscone da cui Paz osserva la Riviera si allontana dalla spiaggia dello stabilimento Sud-Est per remare verso il largo di un viaggio onirico, quasi un’odissea delle piccole cose: gli occhi dei cannelli che si intravedono alla prima secca, la voce di una turista milanese che richiama a gran voce il figlio, lo starnazzare dei gabbiani, i pescherecci che rientrano in porto.

Per leggere la striscia Sogno, apri la prima immagine e scorri la gallery usando la freccia destra.

 

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