Franz Liszt, costolette, barbabietole e fichi a Grottammare

Torna la decima edizione del Festival Liszt, la sette giorni grottammarese dedicata alla musica classica ed in particolare a Ferenc Liszt, meglio noto col nome di Franz.

Ma chi era Liszt?

Franz Liszt nacque a Raiding, in Ungheria, nel 1881.
Fu direttore d’orchestra, pianista, compositore, organista e prete.
Suonò a Vienna, Parigi, Londra, Kiev, Weimar, Bayreuth e in molte città svizzere.
Fu grande amico di Chopin, Schumann e Wagner.
Divenne suocero di quest’ultimo quando il buon Richard sposò in seconde nozze Cosima, figlia illegittima di Liszt, avuta da una relazione adulterina con Marie d’Agoult.
Aveva mani grandi e affusolate, invidiate da tutti i musicisti dell’epoca.
Agli inizi del 1886 contrasse una grave forma di polmonite durante un festival organizzato dal cognato, ma vent’anni prima, nel 1868, si fermò a Grottammare. Morì nel luglio 1886.
Appena  101 anni dopo sarebbe andata in onda la prima internazionale di Beautiful, trasmessa dalla CBS in più di 100 paesi.

“L’ azzurro mare, gli ameni colli verdeggianti, la dolcezza del clima e il profumo dei fiori e degli aranci formano una poesia pari alla celeste armonia dei suoni”, scrisse nella lettera del 7 settembre 1868  indirizzata alla sua amata Carolyne.
Nella putza ungherese mangiava pannocchie abbrustolite, a Grottammare si accontentò di “costolette, bistecche, barbabietole, fichi” – per contorno un’insalata, ehm, volevamo dire un’insolita e totale assenza del pianoforte – e forse fu anche per questo che le sue sei settimane in riviera rimasero “uno dei migliori e più dolci ricordi della vita”.

Ogni anno la città di Grottammare lo ricorda per mezzo del Festival; noi, nel nostro piccolo, proviamo a farlo proponendovi l’ascolto dei suoi tre pezzi più celebri.
Non possiamo non cominciare con la versione per orchestra di Hungarian Rhapsody no.2, la più conosciuta delle sue 19 “rapsodie ungheresi”, composte per metà tra gli anni 1845-1853, le altre completate dal 1882 al 1885.
Con esse volle rendere omaggio ai moti rivoluzionari per l’indipendenza dell’Ungheria dall’Austria.

Proseguiamo con Liebesträume – Sogno d’amore, gruppo di tre componimenti per pianoforte; il terzo, un appassionato e funambolico notturno, passerà alla storia della musica classica.
Negli anni ’50 Arthur Fiedler, leader della famosa orchestra sinfonica di musica popolare, la Boston Pops Orchestra, incise  la melodia insieme alla Rapsodia Ungherese, contribuendo così alla pur già consolidata fama novecentesca di Liszt come uno dei più grandi pianisti di sempre.

Nel terzo ed ultimo video che vi consigliamo, Berezovsky, talentuoso pianista russo, suona l’ Étude d’exécution trascendante, quarto dei dodici “studi d’esecuzione trascendentale” composti tra il 1826 e il 1851.
Il numero 4, intitolato Mazeppa (in re minore), è ispirato  all’omonima ballata di Victor Hugo, ed è ricordato come uno dei brani lisztiani più virtuosi e riusciti.

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