Chi è Carlo Crivelli

A Carlo Crivelli è dedicata l’omonima sala situata all’interno del Polo Museale di San Francesco, a Montefiore dell’Aso. Lì è esposto il trittico che il pittore veneto realizzò agli inizi degli anni ’70 del Quattrocento per la Chiesa dei Minori Conventuali di Montefiore (1470-1473 circa). Parte dell’opera, che originariamente era un polittico, fu venduta nell’Ottocento sul mercato dell’antiquariato. Le tre tavole rimaste, raffiguranti i frati francescani, testimoniano la committenza di questi ultimi e l’importante ruolo che ebbero nella cultura dell’epoca.

Probabile ricostruzione del Polittico di Montefiore dell'Aso - 1471 ca

Probabile ricostruzione del Polittico di Montefiore dell’Aso – 1471 ca.

Carlo Crivelli Nasce a Venezia e studia a Padova, ma è nelle Marche che prende forma viva e concreta il suo percorso di artista, e nelle Marche rimane fino alla morte, lavorando tra Ascoli Piceno, Fermo e Camerino.
Il Crivelli è ritenuto il più importante artista attivo nel bacino dell’Adriatico – escludendo la massiccia produzione della Laguna veneta –
Inserito nel panorama artistico della seconda metà del ‘400, il pittore dalmata sembra riflettere a pieno lo spirito del tempo, ossia l’oscillazione tra le novità prospettiche che si andavano affermando e l’espressionismo di quel periodo, mentre permangono in lui residui di matrice tardogotica, fatti di arabeschi e tratti dorati. Molto diverso dai suoi contemporanei e conterranei, come ad esempio il grande Giovanni Bellini, non arrivò a restituire come al pari di questi il respiro atmosferico, ma cercò di inserire sempre nelle sue opere momenti di spiccato realismo, seppur in un contesto di fissità e astrazione.
Della sua vita sappiamo poco, a causa degli scarsi documenti ritrovati, e quel poco lo dobbiamo alle opere stesse, che ci permettono di ricostruire i suoi spostamenti nel corso degli anni. Figlio del pittore veneziano Iachobus de Chriveris, fu probabilmente apprendista nelle botteghe di Antonio Vivarini, Giovanni d’Alemagna e Bartolomeo Vivarini. Già allora il giovane Carlo guardava alla grande arte di Donatello e Filippo Lippi.
E’ tuttora difficile attribuirgli opere risalenti a quel periodo. Quel che è certo è la sua firma apposta al Polittico di Massa Fermana (1468), mentre l’anno successivo era già quasi sicuramente ad Ascoli Piceno.
Nel 1473 realizza il Polittico di Sant’Emidio per il Duomo di Ascoli e il decennio successivo opera a Camerino, città per la quale esegue il Polittico di San Domenico di Camerino (1482), oggi smembrato tra la Pinacoteca di Brera a Milano, lo Stadel di Francoforte e la collezione Abegg-Stockar di Zurigo.
Dopo aver dimostrato tutte le sue capacità nei polittici, Crivelli accoglie la novità esterna della pala d’altare:  ne sono straordinari esempi l’Annunciazione di Ascoli (1486) e la Pala di San Francesco a Fabriano (1493). L’Annunciazione, conservata oggi alla National Gallery di Londra, è uno dei capolavori più rappresentativi del Rinascimento nelle Marche: qui il connubio tra decorativismo gotico e razionalità prospettica rinascimentale raggiungono l’apice. La Pala di San Francesco, conosciuta anche con il titolo di Immacolata Concezione, è costituita dalla scena principale raffigurante l’incoronazione della Vergine, di grande spessore formale e tecnico.
In particolare, è proprio la National Gallery di Londra a dedicare un posto di rilievo al Crivelli. Il pittore è infatti il protagonista della Room 59 del museo londinese, in cui sono conservati i suoi dipinti più importanti. Fra questi, oltre all’Annunciazione, si annoverano:
La Madonna della Rondine (1490), commissionato da Ranunzio Ottoni, signore di Matelica e da Giorgio di Giacomo, custode del convento francescano.
Santi Pietro e Paolo (1470 ca), parte di un polittico conservato nella chiesa di San Giorgio, a Porto San Giorgio.
San Michele (1476 ca), figura che costituisce il quarto pannello di una pala d’altare proveniente da Ascoli Piceno. San Michele è l’arcangelo che, secondo la Bibbia, guidò l’esercito di Dio contro gli angeli ribelli capitanati da Lucifero. Viene spesso raffigurato con indosso un’armatura mentre sconfigge il demonio.
The Demidoff Altarpiece (1476): pala composta da molti pannelli che fu dipinta dal Crivelli nel 1476 per l’altare maggiore della Chiesa di San Domenico, ad Ascoli Piceno.

Le maggiori opere di Carlo Crivelli – Guarda la gallery:

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