Il pesce azzurro

Con pesce azzurro  intendiamo in genere alcune varietà di pesci di piccola pezzatura dalle squame superiori tendenti al blu e dal ventre argenteo.
Quella del pesce azzurro non è una vera e propria classificazione scientifica, ma una denominazione di uso generale, un po’ come nel caso dei frutti di mare o del pesce bianco.
Appartengono a questa grande famiglia pesci come l‘aguglia, l’alaccia, l’alice, il cicerello, la costardella, il lanzardo, il pesce sciabola, la sardina, lo sgombro, lo spratto e il suro. Pur se di differenti forme e dimensioni, possono essere considerati azzurri anche  l’alalunga, l’alletterato, il biso, la lampuga, la palamita, il pesce spada e il tonno.
A causa dell’abbondanza nel Mar Mediterraneo, i piatti preparati con questi tipi di pesce vengono considerati appartenenti alla cucina marinara cosiddetta “povera”; dal punto di vista organolettico invece, sono pesci ricchissimi. Di sali minerali, grassi insaturi e benefici come gli omega 3 e carni particolarmente digeribili.
Tra l’altro, proprio perché pescato in tutti i mari italiani, il pesce azzurro offre costantemente garanzia di economicità e freschezza.

Ma che differenza c’è tra alice, acciuga e sarda?

Sentendo parlare di questi tre pesciolini spesso si fa confusione.
In realtà l’alice e l’acciuga sono due modi di chiamare lo stesso pesce, la latina Engraulis encrasicolus.
Alice
(o, quindi, acciuga) e sarda sono invece due specie differenti. Lo notiamo già dalla colorazione del corpo, sfumature dorate per l’alice e rossicce per la sarda. Un altro modo semplice per riconoscerle è la dimensione: la sarda raggiunge in genere i 20/25 centimetri, l’alice è più piccola (15/18 centimetri). La sarda ha il corpo leggermente affusolato, mentre l’ alice è più slanciato e curvo sopra la testa.

Le specie azzurre e le loro particolarità:

– l’acciuga (Engraulis encrasicolus, nota anche come alice): è un piccolo pesce della forma affusolata, che può raggiungere la lunghezza di 20 centimetri. Il dorso è  nerazzurro, fianchi e ventre argentei. Si consuma sia fresca che conservata;

– la sardina (Sardina pilchardus): è il classico pesciolino argenteo dal dorso verdeazzurro, che vive in bachi nel Mediterraneo. Si consuma sia fresco che conservato, fritto o alla griglia. Può raggiungere i 20 centimetri di lunghezza;

– l’aguglia (Belone belone): pesce dal muso molto aguzzo, è poco apprezzato. Lungo in media 50 centimetri, ha carni saporite ed è riconoscibili per un’anomala lisca verdastra sul dorso;

– l’alaccia (Sardinella aurita): simile alla sardina e frequente nelle acque più calde del Mediterraneo meridionale, può raggiungere i 30 cm di lunghezza;

– la cheppia (Alosa fallax nilotica): è un clupeide di grandi dimensioni. Può raggiungere anche il mezzo metro di lunghezza e vivere sia in mare, che nell’acqua dolce dei fiumi e dei laghi;

– il lanzardo (Scomber japonicus colias): pesce molto simile allo sgombro;

– la papalina o saraghina / spratto (Sprattus sprattus): pesciolino di piccole dimensioni, dieci centimetri di lunghezza al massimo. Ha il suo habitat vicino alle coste e prevalentemente a quelle dell’Italia centrale. Deve infatti il suo nome alle coste dell’antico Stato Papale;

– lo sgombro (Scomber scombrus): ha dorso ceruleo, striato di azzurro scuro con linee ondulate che si fermano a metà dei fianchi, forma fusiforme e ventre argenteo. Può raggiungere i cinquanta centimentri di lunghezza. Le sue carni sono particolarmente grasse ma altrettanto gustose. Ideale per la cottura su griglia;

– il suro (Trachurus mediterraneus): ha il dorso bluastro delimitato lungo i fianchi da una fila di squame aguzze e gli occhi grandi. Appartiene alla stessa famiglia delle aringhe, le quali, tuttavia, non sono pesci mediterranei;

Seguici su Twitter

  • ...loading...

Seguici su Facebook

Realizzato col contributo di...

© Mare del Piceno
Tutti i diritti riservati