Teatri invisibili: “Briganti”

Domenica 9 settembre

Spettacolo vincitore del concorso internazionale L’altro Festival di Lugano, di e con Gianfranco Berardi.

“Immagina di vivere in un Paese che un bel giorno viene invaso, a tua insaputa ma per il tuo bene, da uno stato straniero. Immagina di combattere a favore dell’invasore per liberarti del tuo governo di cui ti senti schiavo e di lottare per il possesso, promesso, di un lembo di terra, la tua, non appena il vecchio sovrano sarà sconfitto. Immagina di vincere la guerra ma di ritrovarti senza terra né difese, in uno stato governato da facce diverse ma gestito nella solita maniera dai soliti funzionari contro cui hai protestato, e di essere preteso dall’esercito del nuovo regno a fare il soldato, abbandonando la terra che ancora una volta lavorerai come schiavo, la casa, gli affetti e l’idea di giustizia. Immagina che questa sia la storia del tuo paese e di ogni altro paese la cui unificazione abbia prodotto guerre civili , riportate dalla storiografia ufficiale come assestamenti geopolitici. Cos’altro se non la rivolta, sfogo naturale della rabbia crescente , derisa ed ignorata, che nei poveri contadini accadeva a proposito dell’unità d’Italia. Questi siamo noi, questo è il nostro giovane paese, questa è la nostra storia od almeno la parte da noi indagata del brigantaggio meridionale all’epoca dell’annessione (o conquista) del sud Italia ad opera del governo piemontese che produsse un milione di caduti sul campo, quando la nazione da costituire contava 27 milioni di abitanti. I Briganti, bande armate passate il più delle volte alla storia come masnadieri o banditi mossi da puro spirito delinquenziale, sono da noi rivissuti e messi in scena come metafora di ribellione al potere costituito ed al contropotere opportunista, come rappresentanti di una classe disperata e disonorata senza più prospettive che non ha altre vie di fuga se non la macchia, il cui motto diviene necessariamente: ”meglio morire in piedi che continuare a vivere così in ginocchio… in un paese come questo dove il bene già è poco e quel poco che c’è, chi ce l’ha, preferisce tenerlo stretto a sé anche a scapito di suo fratello… io, in un paese così, non voglio più fare finta di niente”

Dove e quando: domenica 9 settembre, ore 21.30 – Teatro dell’Arancio, Grottammare

Biglietto 8 euro – Abbonamento a cinque spettacoli 30 euro
I biglietti sono in vendita presso i luoghi di rappresentazione
Per gli spettacoli al Teatro dell’Olmo si consiglia la prenotazione

Per informazioni e prenotazioni: Laboratorio Teatrale Re Nudo – tel. e fax 0735 58 27 95
teatriinvisibili@libero.it teatriinvisibili.wordpress.com

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