L’area archeologica di Cupra Marittima

Cupra Marittima, oltre che come località balneare, riveste una grande importanza anche dal punto di vista storico, architettonico e culturale: vi si trova, infatti, un’area archeologica romana e medievale.
Lungo la strada SS. 16 Adriatica, a Km. 3 a nord dell’odierno centro cittadino insistono i resti dell’impianto urbano della città romana di Cupra che sorge in un territorio intensamente frequentato già nel corso del Paleolitico Inferiore e Medio lungo i terrazzi fluviali del Menocchia e dell’Aso e che riveste particolare importanza nel periodo piceno, in relazione alla presenza del santuario internazionale dedicato alla dea Cupra. Il complesso è stato identificato in seguito ai lavori per l’impianto di un distributore di carburante.
Il parco archeologico si estende per una superficie di circa 32 ettari. Fulcro dell’area, come anche della città antica, è il foro, che ha forma vagamente rettangolare e misura circa 90 metri in senso est-ovest e 60 in direzione nord-sud. Nella parte più occidentale della terrazza emergono i resti più significativi dell’area forense e di un tempio di Venere affiancato da due archi onorari, posto in un contesto paesaggistico di grande suggestione. Appena al di fuori della città romana, lungo la Statale Adriatica, sono visibili le strutture di una villa con ninfeo, frequentata fino al IV sec. d.C. e di un edificio termale con mosaici tardo-imperiali. Successivi interventi di scavo hanno permesso di mettere in luce il calidarium con vasca dell’edificio termale, chiamato i “Bagni di Nerone”: sono qui visibili porzioni di pavimenti a mosaico e suspensurae.
Area archeologica Cupra MarittimaIl ninfeo ha pianta quadrangolare, con vasca centrale, pareti decorate da nicchioni e affrescate con motivi a riquadri ed esedra centrale affrescata con scene marine. Al di sotto dell’impianto termale è stata appurata l’esistenza di un precedente impianto produttivo riferibile ad età repubblicana,di cui sono stati rimessi in luce un ambiente con il torchio ed un secondo ambiente contiguo con pavimento in opus signinum. Riferibili a monumenti funerari a edicola sono le strutture in laterizio visibili nei pressi della porta urbica e i cosiddetti ruderi Tesei a Massignano.
Il materiale archeologico recuperato in antico risulta oggi disperso in vari musei, anche al di fuori del comprensorio regionale (Verona, Bologna, Perugia, Roma, Lecce), mentre quello recuperato negli ultimi decenni si conserva nel locale Museo Archeologico Comunale, situato nell’antico borgo medievale di Marano in una vecchia casa-torre del 1700, oggi Palazzo Cipolletti.
Articolato su tre piani, il percorso museale prevede tre sezioni. La sezione picena occupa il piano terreno del palazzo e mira a dipingere una comunità, quella appunto dei Cuprenses, i Piceni di Cupra, colta in un preciso momento della loro storia, quello della massima fioritura demografica, culturale ed economica, fra VI e V secolo a.C. La comunità cuprense viene illustrata attraverso la presentazione di alcuni aspetti fondamentali della propria vita quotidiana: i rituali funerari, i modelli abitativi, le usanze tipiche e il costume locale, le produzioni artigianali specifiche.
La sezione preistorica, al secondo piano della sede museale, raccoglie le testimonianze della frequentazione dei gruppi umani nel territorio di Cupra Marittima dal Paleolitico inferiore al Neolitico e all’età del Bronzo.
La sezione romana occupa il primo piano di Palazzo Cipolletti e si articola in tre ambienti. Il percorso espositivo comincia dal momento dell’istituzione del municipio di Cupra Marittima, intorno al 49 a.C., diventata poi in età imperiale fiorente centro commerciale: inizia cioè dal momento in cui le fonti archeologiche cominciano a raccontare la sua storia.

Orario e prezzi: da giugno a settembre, periodo pasquale, natalizio e durante le altre festività tutti i giorni dalle 18 alle 21. Negli altri periodi apertura su prenotazione. Ingresso libero.
Informazioni: Archeoclub, tel. 0735.778622 – www.archeocupra.it

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