La biblioteca di San Giacomo della Marca

Fu San Giacomo della Marca, predicatore e diplomatico vissuto tra la fine del XIV secolo e la seconda metà del XV, a istituire la cospicua raccolta di codici all’interno della libreria del Convento di Santa Maria delle Grazie, a Monteprandone.
Per la buona conservazione dei volumi e disponibilità di inventari ed annotazioni storiche, la biblioteca è una delle più importanti collezioni francescane di libri del XV secolo.

Spinto dalla passione per l’istruzione e dalla voglia di dotare il convento di buoni libri, San Giacomo riunì un gran numero di volumi mettendoli a disposizione sia dei confratelli che dei suoi concittadini.
Il santo ne stilò inoltre l’inventario e ancor oggi su alcuni codici è leggibile la dicitura che riporta la persona che li ha regalati o venuti, il costo e il luogo di destinazione.

Dopo la morte di San Giacomo la biblioteca continuò ad arricchirsi, fino a raggiungere il numero di 700-800 volumi. Purtroppo, nonostante la bolla papale di Pio II (1462) che sanciva la scomunica a chiunque sottraesse libri o non li restituisse a tempo debito, nel 1777 molti di questi furono trafugati.
I manoscritti ad oggi conservati sono in totale 61, custoditi presso il Museo Civico di Monteprandone. Quasi tutti risalgono al XIV-XV sec., soltanto uno è datato IX-X secolo.

Oltre a presentare miniature e decorazioni di rilievo, caratteristica peculiare è il loro piccolo formato: alcuni di questi, chiamati in gergo filologico codici da bisaccia, sono di piccolissime dimensioni per questioni di praticità, giacché destinati allo studio e a frequenti trasporti.

La collezione è costituita da cinque sezioni: i testi classici, utilizzati per la predicazione e l’insegnamento del latino; quella dedicata ai testi sui Padri della chiesa, in particolar modo Sant’Agostino e San Girolamo; la sezione più grande è quella dei testi degli autori scolastici, quasi tutti autori francescani; infine un gruppo di testi di diritto e di manuali di grammatica.

Sono presenti inoltre opere di S. Bonaventura, di San Giovanni Damasceno, di Seneca, di Boezio, di Cicerone, di San Gregorio, di Scoto, di Aristotele, etc., una lettera autografa del Santo a S. Giovanni da Capestrano e le antiche pergamene medievali del castello di Monteprandone.

Tutti i codici sono compilati in gotica, poco consona al periodo ma, da quanto attestato, carattere di scrittura preferito dai confratelli del convento.

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