“Il ragazzo con i gabbiani”

Situata lungo la riva del mare, là dove la pista ciclabile per Cupra Marittima sale sulla scogliera,

“Il ragazzo con i gabbiani” è il monumento al mare e alla libertà che dal 2004 convive con la spiaggia e i sassi del lungomare di Grottammare.
La statua rappresenta un ragazzo chino a terra, forse a raccogliere una conchiglia, ed è una riproduzione in bronzo dell’opera in legno con tracce di colore dello scultore Pericle Fazzini: iniziata e completata a cavallo della Seconda Guerra Mondiale (1940-1944), sembra voler evocare la luce dell’estate, la libertà e il rumore del mare. Un tema difficilissimo da rendere tramite la scultura, e pur semanticamente pieno di riferimenti:

Nell’ottobre del 2009 la statua è stata vittima di un atto vandalico: due dei tre gabbiani sopra la testa del ragazzo sono stati staccati e trafugati. Fortunatamente rinvenuti solo qualche settimana più tardi a poca distanza dal monumento e si è subito provveduto al restauro.

 

 

Probabilmente anche grazie a questa opera, Fazzini fu definito dall’amico e poeta Giuseppe Ungaretti “lo scultore del vento”, per la sua capacità di suggerire attraverso i soggetti e le forme l’aspetto più lirico ed idillico della natura. E l’artista grottammarese in questo caso è stato sapientemente in grado di coniugare il simbolo per eccellenza della gioventù, e quello del mare libero, il gabbiano.

Da sempre il gabbiano occupa un posto di rilievo nella tradizione artistica moderna e contemporanea: dalla letteratura al teatro, dalla scultura alla musica. Pensiamo al “Gabbiano” del grande drammaturgo russo Čechov, rielaborato in tempi recenti dal regista italiano Marco Bellocchio, o al romanzo di Richard Bach ormai divenuto un classico,Il gabbiano Jonathan Livingston”.

Proprio una citazione tratta da Bach potrebbe approssimarsi il più possibile al senso dell’opera: “ciascuno di noi è, in verità, un’immagine del grande gabbiano, un’infinita idea di libertà, senza limiti”.

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