Il Museo del Tarpato a Grottammare

Il 12 maggio scorso a Grottammare è stato inaugurato un nuovo museo dedicato al pittore locale naif Giacomo Pomili, detto “Il Tarpato“.

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L’artista, uomo dall’esistenza difficile, che ha provato la sofferenza della malattia, dell’emarginazione e della solitudine trovando riscatto solo nella pittura, è scomparso nel 1997 all’età di 72 anni. Lui, il Tarpato, amava firmarsi così, con questo pseudonimo che evocava un disagio lungo anni, la fatica di sciogliersi alla vita, di tradursi per il mondo. Silenzioso, nel dolore visibile della sua esistenza, si ritirava come per nascondersi a qualsiasi possibile mondanità: una bottega da autodidatta in Piazza Peretti da cui guardava i visitatori della sua arte dietro una specie di sorriso restìo. I quadri erano lì disposti confusamente, ma non si faceva fatica a coglierne un’inusitata bellezza, singolare e forestiera, per niente dilettantesca. Ora, a 16 anni dalla morte, le sue opere in cui il proprio borgo natìo riveste un ruolo da protagonista, hanno finalmente la giusta valorizzazione.
Il Museo del Tarpato è ubicato nel vecchio incasato, proprio in Piazza Peretti, all’interno dei locali degli antichi forni del 1600. Si tratta di un itinerario culturale che si sviluppa su due livelli e in cinque sale tematiche, dove in un clima tra il sacro e il profano, trovano collocazione le opere più significative, le pitture giovanili e mature, fino ad arrivare ai dipinti dedicati a Lupo, il suo cane, migliore amico di un freddo ed eterno pittore dal tratto tanto armonico quanto invaso da spicchi genialoidi di colore.
Questa nuova creatura museale si aggiunge al vicino museo di Pericle Fazzini, presso il cinquecentesco Torrione della Battaglia, e al Museo Diocesano nella la Chiesa di San Giovanni Battista. Nelle stanze espositive sono presenti in modo permanente 43 tele. Si va dalle prime opere d’arte importanti che suscitarono l’attenzione della critica e del pubblico, quali “I quattro Tarpati” e  “Papa Giovanni XXIII nella gloria del paradiso”, ai dipinti che raccontano le leggende del Paese Alto, come quelle sul “Ciclo di Esmeralda” e sul “Trittico di Sant’Aureliano”.
C’è poi una produzione nascosta, meno conosciuta, inedita: si tratta del Tarpato sacro, delle Crocifissioni e delle opere sui luoghi e sui grandi monumenti della cristianità (Roma, Castel Sant’Angelo, San Pietro). Una sezione è infine dedicata all’immaginario femminile, le donne del Tarpato, cui è stato dedicato anche un calendario nel 2007.
Nelle tele, che sembrano sospese tra sogno e realtà, c’è tutto il turbamento della solitudine, ci sono l’emarginazione e la sofferenza, che diventano germe della creatività. I paesaggi racchiudono un piccolo mondo, intimo e personale, in cui Pomili amava raccontare, con spontanea espressività, il quotidiano, gli affetti, la religiosità, gli angoli del suo paese. Sono preziosi microcosmi, affollati di ricordi e invenzioni, in cui la realtà viene riscritta attraverso lo slancio della fantasia. Quadri tra il naif e il visionario che raccontano una realtà intrisa di elementi fiabeschi e onirici, momenti di grande lirismo e poesia.

Dove: Piazza Peretti, Paese alto di Grottammare
Orari di apertura: agosto tutti giorni (lunedì chiuso) ore 21.30 – 23.30; dal 1° al 15 settembre sabato e domenica (ore 16 -19); dicembre sabato e domenica (ore 16 – 19). Nei periodi di chiusura visite su prenotazione (dal lunedì al venerdì ore 9 – 13, martedì e giovedì anche ore 16 – 18). Ingresso gratuito
Informazioni e prenotazioni: Ufficio Cultura e Turismo Comune di Grottammare – tel 0735.739240

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